Permessi per l’acquisto di un impianto ad aria compressa

Permessi per l’acquisto di un impianto ad aria compressa

10 Ottobre 2019 0 Di Sarah

Ultimamente si sente parlare spesso dell’installazione di un impianto ad aria compressa nelle aziende. Il più delle volte si fa questa scelta per aumentare la qualità del lavoro dell’azienda e per avere un buon rendimento. Questi vantaggi però sono sottoposti alla richiesta di determinati permessi che rendono possibile proprio l’installazione di un impianto. Cerchiamo quindi di capire come funziona la normativa ricordando che, se volgiamo dotare la nostra azienda di questi macchinari è opportuno affidarsi a degli specialisti. Un esempio di questa professionalità è sicuramente rappresentato da PIM Aria Compressa che grazie alla sua esperienza nel settore potrà studiare la soluzione più indicata per la vostra azienda attenendosi alle normative vigenti. In ogni caso gli attuali obblighi di legge per mettere in funzione un impianto ad aria compressa indicano di fare riferimento al D.Lgs. 81/08 necessario a tutelare sia l’impianto che il personale che ci lavora.

La normativa

La normativa vigente nell’ambito degli impianti ad aria compressa obbliga ad eseguire una manutenzione di tutti i macchinari e dell’intero impianto. Ma vediamo in dettaglio tutte le tappe da seguire. Ovvero:

  • La verifica iniziale dell’impianto e le manutenzioni programmate
  • Controllo dell’installazione dei macchinari
  • Ricontrollo successivo all’installazione

In particolare risulta estremamente necessario:

  • Effettuare delle manutenzioni periodiche, indicate anche per legge
  • Garantire i requisiti base per la sicurezza dell’impianto ad aria compressa
  • Svolgere controlli periodici
  • Essere certi della presenza di personale specializzato nell’utilizzo dei macchinari
  • Prendere nota dei risultati

Infine sarebbe buona norma possedere una documentazione precisa e nello specifico:

  • L’elenco delle attrezzature a pressione installate
  • La dichiarazione di conformità e certificazione delle attrezzature utilizzate
  • Dichiarazione Sostitutiva dell’Atto di notorietà, redatta ai sensi dell’art. 47 del DPR 28/12/2000 n445
  • Relazione tecnica, firmata e timbrata in originale

Costi dell’impianto ad aria compressa

Quindi dal momento che abbiamo più chiara la normativa e quali documentazioni sono necessarie per poter installare un impianto a aria compressa, passiamo ad occuparci dei costi relativi agli impianti stessi. In ogni caso tenete presente che solo se siete in possesso di tutta la documentazione un vero professionista, come quelli di PIM Aria Compressa, sarà in grado di installare l’impianto ad.

Quindi i costi da prendere in considerazione sono i costi:

  • D’acquisto – si tratta del costo iniziale relativo ad un compressore ed è la parte minore dell’investimento totale per l’impianto ad aria compressa. Tenete sempre presente che questa cifra non sempre rispecchia totalmente il ciclo vitale della componente. Ad esempio un macchinario economico a bassa efficienza energetica può richiedere costi di energia molto elevati.
  • Per la manutenzione – i costi relativi alla manutenzione di un qualunque compressore sono investimenti che garantiscono il funzionamento a pieno regime dell’impianto ad aria compressa nel tempo. Non solo lo mantengono in condizioni ottimali riducendo al minimo i costi per le eventuali riparazioni, che saranno minime.
  • Energetici – quello che incide sui consumi e costi energetici è l’efficienza dello stesso compressore. Potete eseguire diversi interventi per garantire il massimo rendimento energetico come i controlli dell’impianto o la ricerca delle fughe. Infatti le aziende che tengono sotto controllo questo parametro sono quelle che hanno risparmi a lungo termine e rendimenti maggiori, oltre ovviamente ad ammortizzare tutti i costi dei macchinari.

Conclusioni

Come abbiamo cercato di spiegare la convenienza del compressore non dipende solamente dal prezzo, ma dal costo della durata del ciclo vitale dei macchinari che può pesare molto sul budget dell’azienda.